Futomaki

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Il futomaki, il cui significato in giapponese è “rotoli larghi”, è un sushi che appartiene alla categoria dei “maki” arrotolato con una foglia intera di alga nori ripieno di riso e vari ingredienti a scelta.
Gli ingredienti con cui vengono farciti i futomaki possono essere: tonno, salmone fresco, surimi, uova di pesce, verdure e la famosa tamgoyaki, la frittata arrotolata giapponese.

I futomaki si distinguono dagli uramaki per le loro dimensioni e per il fatto che l’alga nori nei primi è all’esterno mentre nei secondi è all’interno del rotolo mentre il riso è all’esterno.
Si distinguono poi dagli hossomaki, ovvero “rotoli stretti”, per le loro dimensioni.
Il futomaki presenta all’interno almeno 4 ingredienti diversi mentre nell’ hossomaki l’ingrediente è uno solo, quindi più ridotto rispetto al fratello maggiore.

Come gli altri sushi, anche il futomaki viene accostato preferibilmente con salsa di soia e wasabi.
Da noi potrai gustare una grande varietà di futomaki: futomaki fritto, vegetariano, futomaki sake, california ed ebiten, tutti piatti ricchi e deliziosi.

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Sakè

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Si scrive Nihonshu ma si legge saké. La nota bevanda nipponica si è fatta conoscere nel mondo con un nome che non è il suo. In giapponese, infatti, saké significa semplicemente «alcool», tanto che con questa parola si intende tutto il mondo del beverage alcolico, dal vino allo whisky. Per indicare quello che noi occidentali chiamiamo saké i giapponesi dicono invece nihonshu, che letteralmente significa «bevanda alcolica giapponese»
 
Molti lo classificano erroneamente come liquore o distillato ma in realtà il saké è una bevanda ottenuta dalla fermentazione del riso, indotta da un microrganismo chiamato koji-kin e dall’aggiunta di lievito (kobo). La sua gradazione, che si aggira tra i 15 e 18 gradi, lo rende una bevanda alcolica che può essere consumata durante i pasti, proprio come un calice di vino.
 
Per poter gustare al meglio questa bevanda è bene sapere che non c’è una temperatura standard ma bensì diverse temperature a cui può essere servito a seconda del tipo di sakè e dei gusti: quello caldo è servito tra i 30-35 gradi e in questo caso la fragranza del saké aumenta, rendendolo più intenso, servito poi a 40-55 gradi sono invece la percezione dell’alcool e la secchezza ad aumentare. Il saké freddo è invece una conquista recente, dato che si è iniziato a berlo così solo negli anni ‘60. Il saké bevuto a basse temperature è molto bilanciato e si presenta nella sua completezza. La temperatura di servizio varia tra i 5 e i 15 gradi.
 
Esiste una vasta gamma di sake. Ufficialmente il Giappone li divide in tre denominazioni: Ginjoshi, Junmaishu, Honjozushu, ma le tipologie sono infinite. Il tipo di riso è una delle variabili in grado di influenzarne il sapore ma contano anche l’acqua, la raffinazione del riso, il koji, il tipo di lievito, la pastorizzazione e non ultimo le tecniche e i metodi trasmessi di mastro in mastro.
Puoi passare al Tao Sushi Restaurant e gustarlo nel modo che preferisci, per accompagnare piatti freschi e invitanti.
 
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Wasabi: molto più che una semplice salsa

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La parola Wasabi è normalmente associata alla tipica salsa piccante, ingrediente per eccellenza nella cucina giapponese.
In realtà il Wasabi è una pianta molto nota in Giappone, conosciuta con il nome scientifico di Wasabia japonica o Eutrema japonica. Tra i tanti utilizzi nel Sol Levante, troviamo appunto quello più tipico ed esportato nell’occidente come salsa che si ricava dalle radici della pianta.
 
La nota salsa non si ferma qui: si tratta infatti di un ingrediente ricco di benefici!
 
Ciò è dovuto al fatto che la pianta Wasabi appartiene alla famiglia delle Cruciferae, che include verdure quali: broccoli, cavolini di Bruxelles e cavoli.
 
Vediamo allora alcuni dei più importanti benefici per la salute:
antibatterico: previene la formazione di batteri come quelli presenti all’interno del cavo orale;
antiossidante: grazie alla presenza di vitamina C, il wasabi contribuisce a rallentare l’invecchiamento cellulare del nostro organismo;
anticancerogeno: il wasabi è ricco di sostanze chiamate isotiocinanti, che attivano particolari enzimi nel fegato capaci di eliminare gli agenti cancerogeni in modo naturale.
antinfiammatorio: il wasabi annovera tra le tante proprietà anche quella di antinfiammatorio naturale, capace di inibire l’aggregazione delle piastrine del sangue.
 
Non vi resta che provare questo ingrediente dalle tante sorprese; da noi potrete gustarlo abbinato a piatti ricchi e deliziosi!
 
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Il sushi fa ingrassare

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Nighiri, maki, sashimi… sono davvero alimenti light come sembrano?

Almeno un sushi a settimana ormai è diventata la regola e l’idea di mangiare giappo piace tanto.
Ma il sushi è davvero così light come sembra oppure fa ingrassare? Insomma, ci si può sedere al tavolo ordinando tutto quello che si vuole perché tanto si tratta di mangiare sano? Abbiamo fatto chiarezza con l’esperto. Sì, il sushi fa bene alla linea ma solo se mangiato nelle giuste quantità.«Senza considerare le ricette elaborate con uova, maionese o tempura, il sushi non è altro che riso, pesce ed alghe. È una ricetta bilanciata perché contiene i carboidrati del riso che viene normalmente cotto con aceto di riso, le proteine del pesce, ricco di omega 3 (acidigrassi polinsaturi), le fibre e i sali minerali delle alghe. Se mangiato in quantità normali, come possono essere i classici 6 pezzi, non apporta calorie eccessive», spiega Giuliano Ubezio, dietista.

Il segreto per non strafare è l’abbinamento dei piatti. Evitate di ordinare solo maki, ad esempio, ma bilanciate il tutto con solo pesce crudo o una zuppa di miso come antipasto che vi aiuterà a farvi sentire più sazi. «ll sushi è un alimento equilibrato solo se associato a un pasto bilanciato – spiega Ubezio – ecco perché consiglio di variare. Se invece si eccede nel quantitativo di roll, ad esempio, è come se si mangiasse tre piatti di riso con pesce. Meglio associare una porzione di sushi con altre di solo pesce (sashimi), anche alla griglia, e magari insalate di alghe o zuppa di miso».

No ai maki con maionse o formaggio in crema, alla tempura o ai crunchyroll che sono stati precedentemente fritti. Il vero problema del sushi nella dieta, però, è rappresentato dalla salsa di soia: «La salsa di soia è molto salata. Contiene mediamente 15 grammi di sale per 100 grammi di prodotto (un alimento con più di 1,5 gr di sale è da considerarsi salato). Oltre a essere utilizzata per accompagnare sushi e sashimi, la salsa di soia viene spesso usata per cucinare anche altri piatti della cucina giapponese, il che trasforma delle ricette poco caloriche in pasti molto salati, favorendo così la ritenzione di liquidi».

Quindi sushi sì o sushi no? Mangiatelo tranquillamente una volta alla settimana, ma limitando la salsa di soia e abbinando i roll a porzioni di alghe o pesce senza riso.

Fiori di ciliegio

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A partire dal periodo Heian (794-1185), ogni anno in primavera, nella ricorrenza chiamata hanami (letteralmente significa “guardare i fiori” ma il termine viene utilizzato escusivamente in riferimento al fiore di ciliegio), i giapponesi festeggiano la bellezza effimera del sakura, uno dei simboli del Giappone, così fortemente presente nella cultura del Paese del Sol Levante.

Il fiore di ciliegio va oltre la sua evidente bellezza e a colpire è la sua caducità, il suo essere in piena fioritura solo per pochi giorni.

Il vero senso della tradizione hanami non consiste nel guardare lo spettacolo offerto dalla bellezza dei fiori sull’albero ma nell’osservare con una punta di tristezza e commozione come cadono dall’albero, trasportati dalla brezza primaverile nel breve viaggio che li separa dalla terra ancora fredda. Un modo dolce e allo stesso tempo malinconico per ricordare che ogni vita è destinata a finire. Sotto ogni albero fiorito viene steso un telo di plastica azzurro e al piacere estetico di restare sotto una delicata pioggia di petali, si aggiunge la gioia del cibo e della compagnia. La fioritura dei ciliegi è da sempre vista come segno premonitore della ricchezza della raccolta del riso, come auspicio di prosperità. Inoltre, come tale deve essere interpretata l’usanza di offrire infusi di fiori di ciliegio ai matrimoni.

Tra le caratteristiche distintive la principale è rappresentata dal numero di petali dei fiori di ciliegio. La maggior parte dei ciliegi selvatici ma anche di quelli coltivati hanno fiori con cinque petali, alcune specie hanno fiori con dieci, venti o più petali.

Ramen giapponese

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I ramen sono un piatto tradizionale giapponese, che fu importato dalla cina. Si tratta “semplicemente” di spaghetti in brodo, tuttavia possono avere diverse caratteristiche. Esistono principalmente 4 tipologie di ramen, A seconda delle quali il brodo viene preparato in modo diverso. Ci sono brodi preparati con dashi (a base di pesce) e brodi preparati facendo bollire la carne.
 
Non focalizzatevi troppo sulla tipologia di brodo ma più che altro su come questo viene condito.
 
Oltre infatti al tipo di preparazione del brodo c’è da considerare anche il condimento del brodo:
Shio: è semplicemente sale. Il brodo in questo caso sembra quasi trasparente.
Shoyu: è la salsa di soia, ma non quella che si usa per il sushi ma di solito un tipo speciale. Il brodo diventa leggermente marrone.
Miso: è la pasta di soia fermentata. Ha un sapore molto deciso e il brodo diventa opaco.
Tonkotsu: è un tipo di ramen con un brodo fatto facendo bollire ossa di maiale per moltissime ore. Il colore del brodo diventa opaco ed il sapore è molto deciso e a qualcuno potrebbe non piacere oltre che fare impressione dopo aver conosciuto il modo in cui viene preparato.
 
Se avete voglia di provare un piatto veramente giapponese e dalla tradizione millenaria, non potete non passare ad assaggiare i ramen del Tao Sushi Restaurant!

San Valentino in Giappone

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La festa di San Valentino (バレンタインデー) è molto popolare in Giappone, e come tutte le feste occidentali importate nel paese del sol levante, fu introdotta per fini commerciali. Dopo alcune campagne pubblicitarie della ditta Morozoff di Kobe non andate a buon fine nel 1936 e 1953, nel 1958 una campagna pubblicitaria dei grandi magazzini Isetan ebbe finalmente successo e da allora San Valentino è diventata sempre più popolare nel paese, soprattutto fra i teenagers.
 
Questa festa ha però assunto in Giappone alcune sfumature particolari e (quasi) uniche rispetto al resto del mondo.
 
Non esiste la consuetudine tra gli innamorati dell’appuntamento romantico, cenando insieme e scambiandosi piccoli doni, ma tutto è legato al regalo di cioccolata (no fiori o altro).
Se vi ritrovate in Giappone il 14 febbraio, noterete cioccolata in vendita dappertutto, anche in stand temporanei che nascono per l’occasione, per esempio dentro le stazioni. Secondo alcune stime, circa la metà delle vendite di cioccolata in Giappone in un anno avviene nel periodo di San Valentino.
A regalare la cioccolata sono però solo le ragazze, e non la regalano soltanto al proprio fidanzato o più in generale alla persona amata, ma a tante persone.
 
Vi sono comunque tre diversi “tipi” di cioccolata:
 
-la giri-choko (義理チョコ), la cui traduzione letterale sarebbe “cioccolata dell’obbligo”, che è semplice cioccolata, comprata nei negozi e regalata in confezioni normali, senza spendere molto, che viene regalata dalle ragazze a persone come i propri compagni di classe o colleghi di lavoro. Spesso questa cioccolata viene regalata per la solita motivazione che condiziona i giapponesi in molti aspetti della loro vita, il seguire ciecamente le convenzioni sociali, ovvero “tutti lo fanno, è consuetudine farlo, quindi bisogna farlo”, non importa se la convenzione sociale sia dettata da qualche multinazionale dei dolciumi;
 
-la tomo-choko (友チョコ), la cui traduzione letterale sarebbe “cioccolata dell’amico”, che è un regalo più sincero, regalato agli amici a cui si vuole bene davvero, talvolta anche tra ragazze;
 
-la honmei-choko (本命チョコ), la cui traduzione letterale sarebbe “cioccolata del prediletto”, che viene regalata alla persona che si ama, quindi al proprio fidanzato o marito, o a qualcuno di cui si è innamorati e a cui ci si vuole dichiarare o comunque far capire i propri sentimenti. Questa cioccolata viene preferibilmente preparata in casa con le proprie mani e confezionata con cura, oppure comprata nei negozi scegliendo però qualche marca pregiata e costosa e avvolta in confezioni particolari.
 
Buon San Valentino a tutti i nostri clienti!

Il gennaio giapponese

Post 18
 
Il Gennaio giapponese, dopo aver dato l’addio al vecchio anno, è ricco di eventi e tradizioni.
 
Ad esempio c’è lo Joma Shinji a Kamakura: questa è una cerimonia in cui si scacciano gli spiriti maligni che si tiene il 5 Gennaio appunto a Kamakura. Vi sono 12 arcieri divisi in due squadre, con costumi tradizionali e un elmetto che cercheranno di colpire il bersaglio posto a 40 metri di distanza, nella speranza che a ogni tiro andato a buon fine il male si allontani.
 
Un’altra usanza ed evento particolare che si tiene in Giappone a Gennaio è il taglio della carpa a Tokyo. Viene denominato Manaita Biraki, ovvero l’inaugurazione del tagliere, e consiste nel taglio della carpa, eseguito utilizzando il coltello, impugnato con la mano destra, e delle bacchette, nella mano sinistra, senza toccare il pesce con le mani.

A fine Gennaio poi, c’è il festival Yamayaki, a Nara. Dal fuoco sacro del santuario KasugaTaisha viene accesa una torcia, che verrà utilizzata dai monaci per incendiare le sterpi e l’erba secca, disposte su tutto il monte. Mentre tutto brucia, uno spettacolo pirotecnico di circa mezz’ora conclude la giornata.

Nighiri

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Tra i vari tipi di sushi ci sono i nighiri: riso modellato manualmente in forma ovale con sopra una fettina di pesce crudo o cotto.
 
Ci sono innumerevoli varietà di nighiri, i più conosciuti sono quelli con tonno, salmone e gamberetti.
 
Da noi potrai trovare tantissimi tipi diversi di nighiri, vieni a provarli!

Il Capodanno Giapponese

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Nel Paese del Sol Levante, oltre alla tradizionale festa di capodanno con fuochi d’artificio e festeggiamenti vi sono ancora alcune tradizioni fortemente radicate.
 
La cerimonia tradizionale più importante è quella dell’hatsumode. Questa cerimonia consiste nel recarsi in visita a un luogo sacro nel primo giorno dell’anno: i giapponesi possono visitare un tempio o un santuario nel corso di tutta la giornata del 1° gennaio, ma la maggioranza di loro preferisce attendere la mezzanotte in un tempio o santuario e assistere alla solenne cerimonia dei 108 rintocchi.
 
Secondo la tradizione buddista, la nostra anima è afflitta da 108 peccati e, con altrettanti rintocchi di campana, può essere purificata e iniziare bene il proprio anno.
 
Secondo tradizione, la notte prosegue poi in maniera sobria: i giapponesi conversano con amici e parenti aspettando la prima aurora dell’anno, da ammirare preferibilmente da una collina o da una montagna; questo rito è definito “rito dell’Hatsu-Hinoide”.

SUSHI TAO RESTAURANT

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